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Dal 15 al 20 ottobre torna la seconda edizione de La Vendemmia di Roma, l’evento che, su modello dell’omonimo format milanese, è incentrato sul connubio lusso e vino

Torna nel centro storico della Capitale l’evento che coniuga lusso e vino di qualità. La settimana seguente a La Vendemmia di Montenapoleone a Milano, anche nella Capitale avrà luogo la stessa manifestazione  tra Via Condotti e Piazza di Spagna, oltre che in Via Borgognona, Largo Goldoni e Piazza San Lorenzo in Lucina. Un’occasione quella della Vendemmia che offrirà agli ospiti delle strutture aderenti alla manifestazione un’esperienza ancora più unica ed entusiasmante.

In linea con un trend di crescita che vede il vino protagonista anche di flussi turistici più consapevoli, la kermesse enologica propone nuove sfide di alta qualità per il nostro Made in Italy

 

Tutto pronto per Vinitaly 2018. L’edizione di quest’anno vede aumentati del 25% il numero degli espositori esteri presenti all’interno del padiglione International Wine Hall, con una media di operatori professionali provenienti ogni anno da 140 nazioni (nel 2017, 128 mila presenze totali di cui 48 mila dall’estero, di cui 30.200 buyer accreditati da 142 Paesi) e una crescita costante dell’offerta “green” con le aree ViVIT, VinitalyBio e Fivi; oltre ad un portale informativo in italiano, inglese e cinese, che consente un matching b2b tutto l’anno, progettato lungo la linea del nuovo sviluppo di servizi digitali previsto dal pianto industriale.

 

 

Queste sono solo alcune delle novità e degli elementi caratterizzanti l’edizione numero 52 di Vinitaly (Verona, 15/18 aprile 2018, www.vinitaly.com), International wine & spirits exhibition, il più grande salone al mondo per metri quadrati e presenze estere dedicato al settore del vino e dei distillati. Anche quest’anno Vinitaly è preceduto dall’evento internazionale OperWine, che sabato 14 aprile fa da ouverture alla rassegna nel palazzo della Gran Guardia, presentando 107 aziende di tutte le regioni italiane, selezionate dalla rivista americana Wine Spectator. Vinitaly si presenta come un unicum espositivo a livello internazionale grazie alla compresenza di Sol&Agrifood, salone internazionale dell’agroalimentare di qualità, rassegna interattiva che attraverso cooking show, momenti educational e degustazioni valorizza in chiave business le peculiarità dell'agroalimentare e l’olio extravergine d’oliva in particolare, e di Enolitech, appuntamento internazionale con la tecnologia innovativa applicata alla filiera del vino e dell’olio. Il tutto legato da un ensemble di chef stellati, proposte di wine&food pairing, degustazioni di livello internazionale che fanno di ogni edizione di Vinitaly una annata irripetibile con appuntamenti di formazione tecnico-scientifica.

 

Nel Padiglione ‘GREEN’ di Vnitaly vini bio, artigianali, sostenibili

Quest’anno grande spazio a nicchie di mercato in crescita, che stanno modificando la geografia dei consumi e dei vigneti, con interi territori vinicoli che si convertono alla produzione biologica e moltissimi produttori impegnati a valorizzare il proprio legame con il vigneto e il territorio. Due i saloni speciali nel padiglione 8, il più ‘green’ di questa edizione, con VinitalyBio e Vivit – Vite Vignoioli Terroir. A completare un’offerta basata su precise filosofie produttive, la presenza della collettiva Fivi, la Federazione dei vignaioli indipendenti. Sempre più apprezzati, i vini del padiglione ‘green’ rappresentano nicchie in espansione in Italia e all’estero e il vino biologico sarà probabilmente una delle key factor per il nostro export futuro e non solo.

 

Turismo enologico in crescita

Il vino è infatti un potente motore di sviluppo turistico per il territorio, un volano capace di attrarre sempre più viaggiatori alla ricerca dei tesori eno-gastronomici del nostro paese, che ambiscono a vivere esperienze di viaggio sempre più in prima persona e privilegiando soggiorni più lunghi, capaci di dare spazio all’esplorazione del territorio. Un valore aggiunto che molte strutture alberghiere hanno recepito e di cui hanno fatto tesoro, per esempio creando cantine di degustazione come spazi eleganti e accoglienti dedicati all’arte del vino, capace di raccontare il territorio attraverso storie di qualità e eccellenza.

 

Cristina Chiarotti - © Foto-Review.it

 

Torna il turismo di prossimità e lo slow tourism, consapevole e sostenibile, in attesa di una nuova carta del viaggiatore

Il viaggio è da sempre sinonimo di esperienza, di scoperta. Spesso di un luogo lungamente desiderato o un posto dove tornare perché ci ha profondamente colpito. E il più delle volte questa meta è lontana, in un altro paese, in un altro continente. Oggi è tutto diverso. L’esperienza traumatica della pandemia di Coronavirus prima ci ha colti di sorpresa, poi ci ha accompagnato per alcuni mesi con contrasti stridenti e drammatici, come hanno documentato molte immagini, e adesso - ad un anno dall’inizio di questa emergenza mondiale – sembra farci tornare al punto di partenza.

UNWTO 2020, numeri mai visti

Di una cosa però siamo già certi. Non viaggeremo più come prima, o almeno con la stessa libertà di scelta per le destinazioni più desiderate. Il 2020 sarà infatti ricordato come l’anno nero del turismo. Secondo UNWTO tra gennaio e ottobre il crollo degli arrivi internazionali nel mondo è stato del 72%, con una perdita di 900 mld di dollari, nove volte il calo registrato nel 2009 per la crisi globale. In Italia, l’Istat ha registrato un calo del -58,2% di arrivi (pari a 39,4 mln in meno) e -53,3% di presenze (pari a 154,1 mln). I turisti stranieri sono diminuiti di oltre 70 punti, con un saldo negativo di oltre 116 milioni di pernottamenti. Gli italiani hanno contenuto la flessione intorno ai 36 punti, con una perdita di circa 60 milioni di pernottamenti. Solo i mesi di luglio (-49%) e soprattutto agosto (-26%) hanno dato l’illusione che si stesse tornando alla normalità, una libertà che abbiamo pagato cara, con un nuovo picco di diffusione del virus in autunno che ci ha accompagnato fino ad oggi.

Turismo di prossimità e out door

Come già emerso in estate però, cambiano di trend e le mete, con un nuovo tipo di domanda che predilige l’allontanamento dalle grandi città, la necessità di spazi grandi e aperti, magari nella natura, prenotazioni last minute per evitare di incorrere nel divieto di spostarsi oltre la propria regione e un nuovo senso di appartenenza a luoghi a noi vicini e a volte inesplorati. In questo faranno la differenza i servizi, come sistemi sicuri di igienizzazione e percorsi controllati, ma anche grande utilizzo delle tecnologie, un salto quest’ultimo che nel nostro Paese potrebbe anche avere conseguenze positive.

Giardini di Bomarzo Oasi di Ninfa

 

Sostenibilità e turismo “attivo”

Altra grande novità la particolare attenzione al tema della sostenibilità, soprattutto dal punto di vista ambientale e nel tipo di scelta del soggiorno. Molti studi, primo tra questi UNWTO, ritengono che aspetti come quello della sostenibilità saranno preponderanti dell’era del post Covid 19, non solo con una diversa consapevolezza della necessità di rispettare l’ambiente, ma anche con un’ottica diversa dell’esperienza di viaggio. Quello che prima era solo uno dei trend di vacanza, potrebbe essere domani il motore principale di spostamento, amplificando l’interesse per territori locali, per tradizioni artigianali o gastronomiche, per esperienze stimolanti e uniche che gli consentano di vivere a pieno il luogo nel quale viaggia, oltre che di sostenere le realtà locali. Insomma, un turista “attivo” che partecipa e crea legami, arricchendo il suo viaggio di sinergie con il territorio esplorato.

Digital Green Pass

Una cosa è certa, bisognerà avere pazienza. E’ possibile prevedere una timida ripresa dei mercati a breve raggio a partire dall’autunno del 2021 mentre per quelli a lungo raggio l’attesa sarà probabilmente più lunga, tra 2022 e 2023. Per tornare però ai livelli del turismo pre-Covid bisognerà probabilmente attendere il 2024-2025. 

Nel frattempo, la Commissione Europea lavora ad una proposta legislativa, un Digital Green Pass. che dovrebbe essere lo strumento capace di farci tornare gradualmente a muoverci in Europa e nel mondo, con buona pace della privacy dei cittadini. Per ora è una proposta di legge, volta a “consentire ai cittadini di muoversi gradualmente in sicurezza nell’Unione o all’estero, per lavoro o per turismo” un modo per “facilitare la vita degli europei”, afferma la presidente della Ue Ursula von der Leyen. Scopo unico è provare che una persona è stata vaccinata; fornire i risultati dei test per coloro che ancora non sono stati vaccinati; dare informazioni sulla guarigione dalla Covid-19. Rispetterà la protezione dei dati, la sicurezza e la privacy, ma ci sono molti dubbi su questa proposta, sia nel merito che nelle sue modalità di applicazione. L'attesa non sarà vana. Mappiamo il territorio vicino a noi e una meta unica in questa Italia così varia sarà sempre un’esperienza magica e preziosa.

Cristina Chiarotti © Foto Review Magazine

Ecco la fiera romana per scoprire tutto su il mondo dei viaggi, la prima dedicata all’utente finale

Per la Capitale è una novità. Abituata alle grandi fiere, non ha mai ospitato un evento al pubblico dedicato al comparto, quindi un po’ di aspettativa c’è. E’ stato annunciato ufficialmente il Roma Travel Show, Salone del Turismo, in programma a Palazzo dei Congressi della Città Eterna, dal 31 gennaio al 2 febbraio 2020.

L’idea nasce dalla società organizzatrice di manifestazioni come RomaSposa – Salone Internazionale della Sposa e BMII – Borsa del Matrimonio in Italia, dove è già presente un importante comparto turistico legato al fenomeno del wedding tourism.  “Questo nuovo evento ha l’obiettivo di promuovere il prodotto turistico nel suo insieme – spiega Ottorino Duratorre, project manager di Roma Travel Show.  Nel Lazio sono oltre 1.000 le agenzie che coinvolgono migliaia di professionisti.  Per gli operatori della promozione turistica, Roma Travel Show sarà l’occasione per esprimere al grande pubblico interessato il proprio bagaglio di competenze e le migliori offerte”.

Al Roma Travel Show, ci sarà un ampio ventaglio delle migliori mete estere e nazionali, da scegliere con i consigli degli esperti del settore. Il visitatore potrà esplorare i trend più in voga del turismo di oggi: da quello ecosostenibile e ambientale, enogastronomico, culturale per conoscere in profondità il territorio, a quello lento e spirituale, o di fede per l’arricchimento personale, al turismo mirato a eventi sportivi, musicali, cinematografici, artistici, senza escludere il turismo per il benessere, spa, termale e sportivo, ai viaggi wow, o i viaggi perfetti costruiti su misura dai travel specialist. Particolare attenzione verrà riservata agli Enti del Turismo e alle Istituzioni rappresentative delle più interessanti mete turistiche del territorio italiano. Insomma, le premesse sembrano buone, vedremo nei prossimi mesi come si evolveranno.

Redazione © FOTO REVIEW MAGAZINE

Tenuta Ammiraglia della famiglia Frescobaldi (Piero Sartogo).

Tante le nuove tendenze del turismo, tutte nell'ottica di vivere un'esperienza sul campo. Ecco perché l'idea di 14 grandi nomi del vino italiano, che aprono le loro cantine d’autore con l’obiettivo di valorizzare il territorio attraverso il design e l’enoturismo, piace ai turisti stranieri e non solo.

L’offerta turistica della Toscana è da sempre in continua evoluzione, resa virtuosa negli ultimi anni da strategie condivise tra pubblico e privato, dove destinazioni ed operatori di settore hanno sentito fortemente la necessità costante di adattare la loro offerta alle richieste di una domanda sempre più esigente e diversificata. Una delle novità più interessanti del 2018, quarta Good Practice presentata dalla Toscana nell’ambito del progetto europeo Brand Tour, è il circuito Wine Architecture, un percorso di enoturismo che si snoda su 14 cantine d’autore e di design, dalle più antiche e storiche alle più giovani e dinamiche, diverse per tradizione e dimensioni, ma unite dall’amore per il vino e per il territorio. Un’idea vincente che solo nel primo semestre di quest’anno ha registrato +20% di visitatori curiosi e appassionati. Un nuovo trend di turismo, che fa della customer experience un must unico e - questa volta - tipicamente italiano. Due gli asset su cui si muove la proposta: da un lato edifici di altissima qualità architettonica aperti al pubblico che esprimono un rinnovato rapporto estetico fra spazio di produzione e prodotto lavorato, con scelte progettuali che favoriscono la bioarchitettura, sperimentando modalità di integrazione innovative e riducendo l’impatto ambientale; dall’altro la qualità vitivinicola made in Italy tutta da scoprire, un viaggio nel vino fatto di piacevoli scoperte ed emozioni gustative. D’altronde la Toscana è la regione italiana in cui, sin dalla prima metà degli anni '90, si è maggiormente concentrata la realizzazione di grandi cantine, un patrimonio che oggi la rende una delle destinazione-vino leader nel mondo anche per il turismo, con un milione circa di visitatori già nel 2013 e un volume d'affari stimato attorno agli 850 milioni di euro in continua crescita. Un trend del turismo talmente importante da stimolare le più grandi maison del vino ad aprire le porte dei loro “templi enologici”. Ma quali sono queste nuove cattedrali della bio-architettura? Andiamole a scoprire.

Il viaggio come un'esperienza emozionale

Alla base c’è una rete di imprese costituita nel 2017 che riunisce 14 produttori d’eccellenza (Cantina Antinori, Caiarossa, Cantina di Montalcino, Castello di Fonterutoli, Colle Massari, Fattoria delle Ripalte, Il Borro, Le Mortelle, Petra, Podere di Pomaio, Rocca di Frassinello, Salcheto, Tenuta Ammiraglia – Frescobaldi, Tenuta Argentiera), il primo esempio di rete in Italia per valorizzare vino, architettura e turismo, con 1500 ettari vitati, 6 milioni di bottiglie prodotte, 550 persone impiegate e oltre 50 milioni di fatturato annuo. A selezionarle è stata Ci.Vin - Società di Servizio Associazione Nazionale Città del Vino - che ha ideato il progetto, promosso da Regione Toscana in collaborazione con Vetrina Toscana, Federazione Strade del Vino, dell’Olio e dei sapori di Toscana in sinergia con Fondazione Sistema Toscana.

Cattedrali del vino

Edifici imponenti che si slanciano verso il cielo o strutture perfettamente mimetizzate nel paesaggio, giochi di luce suggestivi e geometrie impeccabili, tra legno, vetro, acciaio e pietra, alcune con atmosfere che ricordano templi classici e riti ancestrali. Ecco 14 tappe di un viaggio intenso, da vivere in maniera personalizzata, scegliendone una o due magari tra quelle geograficamente più vicine. Certo è che tutte le cantine del percorso si rincorrono tra armonia con il paesaggio e arte architettonica nella sua connotazione più ampia, molte firmate dai grandi maestri dell’architettura contemporanea come Mario Botta, Renzo Piano e Tobia Scarpa.

Veduta della Cantina Antinori, a San Casciano Val di Pesa vicino Firenze (M. Casamonti, Studio Archea Associati).

Si parte dalla tradizione

Per onorare la tradizione si può iniziare da Cantina Antinori, a San Casciano Val di Pesa, nel cuore del Chianti Classico, un edificio che si affaccia sulla campagna solo tramite una terrazza circondata dal vigneto, tra l’altro recentemente premiata con il "Mies van der Rohe Award", l’oscar europeo per l’architettura, a conferma dello storico legame della famiglia con la sua terra d’origine. Vicina ecco Cantina Fonterutoli, che insieme al Castello appartiene alla famiglia Mazzei dal 1435: qui la cantina è per il 75% interrata e la barriccaia, a 15 metri di profondità, suscita tutta l'emozione di uno spazio quasi sacro e inviolabile. Il Borro di Ferruccio Ferragamo sorge invece nel cuore del Valdarno, terra rara e preziosa: tutto il complesso è inteso come ambiente polifunzionale, aperto anche a mostre ed eventi, un’area superiore che anticipa un lungo corridoio interrato - fiancheggiato da centinaia barrique - che porta al cuore dell'antica cantina sotterranea. Situato sulla collina aretina dalla quale prende il nome, ecco il Podere di Pomaio dove si produce vino bio di alta qualità nel pieno rispetto dell'ambiente: il piano superiore, dedicato alla comunicazione e alla degustazione del vino, si apre con ampie vetrate sui vigneti e sul paesaggio circostante, per mettere in relazione diretta il visitatore con il panorama.

Verso il mare

Spostandosi verso la Toscana tirrenica, troviamo Cantina Caiarossa, immersa nel cuore della Val di Cecina, che produce vini di alta qualità secondo principi biodinamici e biologici. Una progettazione che sfrutta solo la pendenza naturale del suolo, tanto che il processo di vinificazione risulta interamente soggetto alla forza di gravità. Arrivando sulla Costa degli Etruschi si incontra Tenuta Argentiera, tra sorgenti naturali e miniere d'argento; ispirato alle torri di avvistamento medicee, il progetto che ha dato vita alla Tenuta è realizzato interamente con materiali di recupero per non creare eccessivi contrasti con gli edifici preesistenti. Con una struttura moderna e funzionale, invece, la Cantina Petra produce il proprio vino tra le vicine colline della Val di Cornia. Progettata dall'architetto Mario Botta, è scavata nel fronte della collina ed entra a farne parte come fosse lì da sempre. La luce naturale si diffonde in tutti gli spazi attraverso la maestosa scalinata che conduce sino a un poggiolo da cui è possibile ammirare il Mar Tirreno e le sue isole. La lunga galleria scavata nel cuore della collina è il punto di arrivo di un percorso misterioso attraverso due scenografiche barricaie, fino a toccare con mano una grande parete di roccia a vista. Da non perdere anche Fattoria delle Ripalte, a sud dell'Isola d’Elba, progettata da Tobia Scarpa: qui il vigneto è piantato su suoli difficili, sassosi e molto drenati (per la maggior parte terrazzato), la vite produce poco, ma la qualità dell'uva è alta.

Maremma che passione

Rocca di Frassinello, a Gavorrano, è elegante ed essenziale, firmata da Renzo Piano. E’ stata progettata per garantire la massima qualità dei vini esaltando la funzionalità di quello che rimane uno stabilimento. Piano ha rivoluzionato questa concezione degli spazi ponendo al centro la barriccaia, sottoterra, per mantenere naturalmente stabili umidità e temperatura, e intorno, come in una cornice, tutte le altre funzioni del ciclo produttivo, che culminano nel “sagrato” dove nel periodo di vendemmia l’uva scende per caduta. Alla Fattoria le Mortelle, della famiglia Antinori, vicino a Castiglione della Pescaia, la cantina si colloca sulla sommità della lieve collina che sovrasta la tenuta, in gran parte interrata, nell’ottica di un impatto ambientale il più ridotto possibile. Di proprietà della famiglia Frescobaldi, anche la Tenuta Ammiraglia sorge nel cuore della Maremma. Nel periodo estivo, l’elevata luminosità solare e le brezze marine creano condizioni particolarmente favorevoli alle qualità organolettiche del vino, donando una eccezionale varietà e ricchezza di profumi.

 

Sopra, Rocca di Frassinello, a Gavorrano in Maremma (Renzo Piano).

Sotto l’Amiata, verso Montepulciano

Tornando all’interno, ecco Castello Colle Massari proprio alle pendici del Monte Amiata, ma sul versante tirrenico. Qui nemmeno una goccia d’acqua viene sprecata durante tutte le fasi della lavorazione, compresa quella dei drenaggi sotterranei della barricaia, tenuta sempre in parte stoccata per garantire il giusto grado di umidità. Interamente recuperata, l’acqua viene alla fine tutta recapitata in un unico impianto di fitodepurazione e da lì riattinta per l’irrigazione delle vigne creando nel frattempo un’importante oasi umida ad alto contenuto naturalistico. Dirigendoci infine verso Siena, ecco Cantina di Montalcino, specializzata nella produzione del Brunello, dove la caratteristica copertura riprende il naturale movimento delle colline senesi, e Cantina Salcheto, progettata su risparmio energetico, efficienza ambientale e innovazione tecnologica, da cui nasce una linea di vini della spiccata territorialità di Montepulciano.

Un grande progetto, quindi, un itinerario prezioso, creato da aziende che amano il proprio territorio di origine e intendono offrirlo al visitatore seguendo nuovi canoni di turismo, capaci di trasmettere con il design un'emozione, un'idea, in generale una propria visione del mondo. “Il nostro obiettivo – si legge in una nota - è quello di credere in un’impresa ancora più grande: promuovere una visione della Toscana contemporanea, quasi come nuovi custodi di un paesaggio che è un vero e proprio patrimonio dell’umanità.”

Su www.winearchitecture.it è possibile trovare tutte le schede dettagliate e i contatti utili. Si ringrazia l'ufficio stampa del circuito per le immagini.

 

Cristina Chiarotti - © Foto-Review.it 

Immagini - © Wine Architecture Toscana

 

 

6 giorni di rigenerazione e di digiuno basico per un effetto detox estremamente efficace: ecco l’idea dello scenografico hotel Pfoesl di Nova Ponente, a due passi da Bolzano.

Esclusivamente dal 10 al 16 febbraio, chi sceglie il pacchetto del digiuno basico può sperimentare questa tecnica purificante. La settimana inizia con un consulto da parte dell’esperta di digiuno basico, che accompagna fisicamente e psicologicamente gli ospiti nel corso di tutta la settimana. L’esperienza prevede una seduta di salasso (un’antica pratica medica); 3 trattamenti “Detox” creati individualmente studiando le esigenze personali; un incontro con la fondatrice dei prodotti E&M Bernadette Ensfellner, esperta da molti anni nell’ambiente degli integratori alimentari, accompagnata dalla dottoressa Silvia, esperta in cure purificative; un seminario intitolato dal tema “Il tuo corpo, la mappa della tua anima”; tutti i giorni si partecipa ad un rituale rigenerante in sauna. Il tutto circondati dalla natura dove è inserito l’hotel Pfoesl: 30 ettari di prati e boschi dove passeggiare e meditare. Tutti i pomeriggi si svolgono infatti passeggiate e meditazioni immerse tra gli alberi e ogni mattina viene proposta una meditazione basata sullo yoga. Mattino, mezzogiorno e sera sono previsti piatti basici e naturali preparati in modo molto creativo dal team di cucina e durante tutta la giornata sono a disposizione acqua pura di sorgente e vari tipi di tisane. Ad ospite vengono regalati prodotti biologici e purificativi, per continuare la cura depurativa anche a casa.

I “giorni del digiuno” costituiscono un’esperienza davvero unica, considerando anche la splendida location dell’hotel Pfoesl la cui area benessere è uno spazio infinito, con vista sulle Dolomiti. Dalla piscina esterna salina Infinity pool di 25m la spazia sul Catinaccio, Latemar  e lo Sciliar, simboli della bellezza dolomitica delle Alpi. Lo stesso panorama si gode anche dall’idromassaggio esterno, dalla grandissima sauna esterna dove quotidianamente si può assistere alle gettate di vapore, dall’incantevole percorso kneipp (si cammina scalzi su sassi, cortecce, ghiaia, trucioli, in parte con i piedi asciutti, in parte immergendo i piedi in un ruscello naturale che forma alla fine del percorso un laghetto balneabile), naturalmente con vista sulle Dolomiti. Lo stesso panorama si gode sia dalla grandissima area relax interna, con pareti di vetro, arredata con legno naturale e tessuti pregiati del territorio, e dal grande giardino dell’hotel, arricchito anche da un percorso naturalistico con erbe aromatiche, che permette di assaggiare le piante direttamente dove crescono; con l’ambiente e l’aria salubre di montagna l’esperienza sensoriale naturale diventa davvero completa. I sapori delle erbe sono da degustare immersi in una location fiabesca.

LA SPA INTERNA

A disposizione degli amanti del benessere ci sono diverse saune interne: il bagno turco salino e quello al timo; la sauna alle erbe alpine; la sauna al pino mugo con il pavimento di aghi e rametti di pino; la sauna panoramica alla lavanda (con pareti di lavanda). C’è poi la quieta bio sauna di meditazione al fieno dal primordiale profumo e la cabina agli infrarossi: un percorso benessere completo e vario, per tutti i gusti e tutte le esigenze, intervallato dalla permanenza nelle diverse zone relax spaziose.

La cura per l’illuminazione regala un effetto dinamico e mai invadente: un gioco di luci e ombre che si interfaccia con la luce naturale, che penetra dalle ampie vetrate.

I 3 chalet immersi nella natura e le suite “Alpina Cembro”

Realizzati nel 2017, gli chalet sono staccati dall’hotel: si trovano ai margini del bosco, in posizione sopraelevata rispetto al Pfoesl come fossero la casetta/rifugio sugli alberi. Disegnati con passione, moderni e nel contempo tradizionali e confortevoli, luminosi e completamente realizzati con il profumato legno del luogo, cirmolo e larice, naturale ed impreziosito da finiture di grandissimo pregio sono arredati con la massima cura, con l’utilizzo di stoffe naturali e loden di montagna. Le 18 suite “Alpina Cembro” dall’anima eco-chic, con un ampio giardino privato si prolungano fino al margine del bosco, offrendo la possibilità di un sereno e completo relax nella propria stanza permettendo l’osservazione della natura dall’ampia vetrata direttamente dal proprio letto. Ci si lascia cullare dalla sensazione di addormentarsi e svegliarsi nella pace della natura quasi sotto le stelle. I profumi degli abeti e dei larici avvolgono la stanza e danno la buonanotte e il buongiorno.

Il percorso aromatico e sentiero Kneipp

Il perimetro della struttura è circondato da un percorso aromatico Anche il “nature parcour” risveglia il bisogno di contatto con la natura: si cammina scalzi su sassi, ghiaia, legno, truccioli e altri materiali: la sensibilità del piede aumenta di passo in passo. Il percoso Kneipp che integra il “nature parcour” con l’acqua di sorgente alpina, agisce in modo vivificante sulla circolazione e regala una sensazione unica di vitalità e benessere. Alla fine del percorso, un laghetto balneabile permette di rinfrescarsi.

www.pfoesl.it

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